OSCAR PACHNER E LA FORZA DEL GRUPPO

Per il quinto appuntamento di #ildrusciesiracconta, la parola a Oscar Pachner, classe 1970, tecnico con un passato di ottimo atleta (ha vestito la tuta delle Fiamme Oro ed ha vinto tre edizioni delle Coppa del mondo Cittadini), entrato nel nostro team la scorsa stagione, come allenatore della categoria Giovani. 

Oscar, in uno sport individuale come lo sci alpino, si può parlare di forza del gruppo? L’energia complessiva di una squadra può contribuire al miglioramento individuale di ogni singolo atleta?


«Sì, sono fermamente convinto che anche in uno sport individuale come lo sci alpino, la forza – definiamola nascosta – che proviene dal gruppo di lavoro, e non importa se questo gruppo è di tre, sette o quindici unità, sia quella marcia in più che può far fare la differenza ad un atleta. Mi piace pensare all’immagine dell’iceberg: quello che si vede è l’atleta che lotta contro il tempo, in un percorso stabilito, con le interpretazioni del tracciato assolutamente personali e il modo di superare le varie difficoltà altrettanto personali, un atleta che vince o che perde. Ma quello che vi è alle spalle, o come piace vedere a me, le componenti di lavoro che stanno sotto, appunto stile iceberg, è un insieme complesso di cose: gli allenamenti, i materiali, il lavoro mentale, l’organizzazione dell’attività. Imprescindibile, in tutto questo, è  la forza del gruppo».   


Che cosa intendi per gruppo?


«La forza del gruppo è in primis il rapporto tra atleti. Ma è anche molto di più. Forza del gruppo significa sintonia tra allenatori di uno specifico gruppo e tra allenatori di tutto lo staff del club. La forza del gruppo è data dalla capacità di un allenatore di trasmettere le conoscenze tecniche ma anche la capacità di instaurare un rapporto proficuo con l’atleta».   


Un bilanciamento, questo, non sempre facile.


«Si tratta di un equilibrio, estremamente difficile da trovare, tra amicizia e professionalità. Passa attraverso la fiducia che si riesce a creare e che aiuta a rendere piacevoli le cose meno belle come i viaggi lunghi, le attese, gli allenamenti con il brutto tempo, i risultati non all’altezza delle aspettative, i complessi di inferiorità, giorni e giorni in cui le cose non vengono, i problemi extra sciistici. Per superare tutte queste difficoltà, dietro, o accanto, a ogni singolo, deve assolutamente esserci dietro una squadra che lo sostiene e lo supporta. Un tecnico, dei compagni – un gruppo insomma – che serve per infondergli fiducia, per offrirgli parole di conforto per sdrammatizzare un risultato non arrivato, per dargli la forza di insistere nel perseguire quanto gli viene richiesto negli allenamenti, per fare da traino uno con l’altro. Quando si inizia a vedere che tra i componenti dello stesso gruppo c’è vero sostegno reciproco, allora siamo a buon punto, e nulla diventa impossibile. Riconoscersi e identificarsi in una squadra è un passo fondamentale verso il successo».

Responsabilità Sociale SCD

L’insegnamento della pratica sportiva, oltre alla doverosa attenzione allo sviluppo delle capacità coordinative armonicamente con l’evoluzione motoria, ha il compito di trasferire valori fondamentali per maturare in modo sano e nel rispetto del senso civico

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