SILVANO VARETTONI E L’ARTE DI RUBARE CENTESIMI
Per il terzo appuntamento di #ildrusciesiracconta abbiamo sentito Silvano Varettoni, per tanti anni in Coppa del Mondo e ora nello staff tecnico del nostro sci club come consulente per le discipline veloci.
Silvano, dopo una carriera di prim’ordine come atleta, con un argento ai Mondiali Juniores del 2004 e diversi anni in Coppa del Mondo, ti sei affacciato al futuro su due fronti, quello tecnico e quello giornalistico.
«Sì, accanto al lavoro nell’azienda di famiglia, commento lo sci alpino per Eurosport e sono impegnato col Drusciè. Esperienze importanti, gratificanti».
Com’è stato il passaggio dall’altra parte della barricata dopo tantissimi anni in pista?
«Ho iniziato lo scorso anno in maniera blanda mentre in questa stagione ho lavorato in maniera più strutturata, per il 90 per cento con i ragazzi della categoria Giovani. È bello lavorare con loro. Credo di essere stato utile per aumentare il loro bagaglio tecnico. Di certo loro sono stati utilissimi a me: il mio cammino di crescita come tecnico è appena cominciato e mettere su esperienze come questa è fondamentale».
Come deve essere un buon tecnico?
«Deve essere bravo a capire chi ha davanti e, di conseguenza, a capire non solo che cosa dire ma anche come dirlo. Deve capire le aspettative del ragazzo che ha davanti, se viene per vincere oppure se viene per divertirsi».
Cosa ci dici del lavoro di questo 2019-2020?
«Abbiamo fatto una bella attività sulla pista delle 5 Torri. Abbiamo lavorato sulla posizione e sulla spinta. Ho cercato di insegnare ai ragazzi delle categorie Children e Giovani l’arte di rubare centesimi, facendo loro capire che più si alza il livello più i dettagli diventano fondamentali per centrare un grande risultato. Con i più piccoli abbiamo lavorato meno sulla tecnica, privilegiando invece l’aspetto del divertimento, i primi salti».
Come hai trovato i giovani atleti del Druscié?
«Hanno voglia di imparare, sanno ascoltare. È bello quando vedi che cercando di mettere in pratica quello che dici loro».
E tecnicamente?
«Rispetto ai miei tempi, il livello tecnico è più alto, anche grazie ai materiali. Anche fisicamente comunque sono meglio impostati: la preparazione atletica ora è un aspetto fondamentale che si cura tutto l’anno mentre quando ero ragazzo io si cominciava a settembre a fare pre sciistica».
In Italia i giovani fanno sufficiente velocità?
«Credo che dalla categoria Aspiranti bisognerebbe fare molta più velocità. Capisco he organizzare allenamenti e gare di superG e discesa non è una cosa semplicissima ma i ragazzi devono abituarsi alla velocità. Se sei sempre andato a 80 all’ora, quando vai a 120 come fai a fidarti?»